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Trentino
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    Impianto ittiogenico
    L’Associazione Pescatori Alto Sarca svolge il proprio operato con l’obbiettivo di mantenere e migliorare la risorsa ittica per chi ne fruisce oggi e per le generazioni future, a questo scopo ritiene di fondamentale importanza:

    - la salvaguardia e il miglioramento dell’ecosistema fluviale, concetto che è alla base di tutte le attività svolte, senza il quale ogni altro sforzo di migliorare il patrimonio ittico delle nostre acque sarebbe inutile;
    - la salvaguardia e il recupero delle specie storicamente presenti, tra cui principalmente la trota fario di torrente e la trota marmorata;
    - la diffusione della cultura del rispetto per l’ambiente, il pesce e l’utilizzo consapevole delle risorse, anche attraverso il mantenimento della funzione sociale e la promozione di un turismo sostenibile legato alla pesca.
    Proprio nell’ottica della salvaguardia dei ceppi locali di fario e marmorata nel 2003 abbiamo iniziato il progetto per il recupero di queste due specie. Dopo una prima fase in strutture provvisorie ci siamo dotati, grazie anche al supporto della Provincia Autonoma di Trento, di due impianti:
    - la pescicoltura a Fisto in Val Rendena;
    - l’incubatoio/avannotteria a Bolbeno;
    - entrambe le strutture sono state oggetto di successivi miglioramenti ed adeguamenti.

    Nella pescicoltura sono ospitati i riproduttori adulti di marmorata di differenti classi di età.

    Nell’incubatoio/avannotteria vengono tenute e fatte schiudere le uova che sono poi, in parte, accresciute fino a diventare trotelle, solo una piccola quota sarà destinata a diventare il futuro parco riproduttori. In questa struttura sono inoltre allevati i riproduttori di fario ceppo rustico.

    Il materiale ittico prodotto, uova, avannotti e trotelle, viene immesso nella Sarca e negli affluenti, allo scopo di integrare la riproduzione naturale e ripopolare quei tratti di torrente non più raggiungibili dal pesce a causa di ostacoli artificiali non superabili.

    Il ciclo di produzione del materiale da ripopolamento inizia con la spremitura autunnale dei riproduttori nel mese di novembre/dicembre. Prelevate le trote dalle vasche, attraverso una leggera pressione sull’addome, vengono fatte fuoriuscire le uova mature subito fecondate con il seme del maschio.

    Le uova vengono incubate in acqua corrente al buio per 65-70 giorni alla temperatura di 6°C circa.

    Poco prima della schiusa una parte delle uova viene immessa a febbraio in ambiente naturale con scatole vibert.

    Dopo 40 -50 giorni dalla schiusa delle uova si hanno gli avannotti con sacco vitellino riassorbito, è a questo stadio che viene fatto un secondo ripopolamento.

    A inizio luglio gli avannotti da uovo di 3-4 mm sono ormai lunghi 4 cm e perfettamente in grado di nuotare, è il momento semina con la trotella 4 cm.

    A fine settembre gli avannotti ancora in incubatoio sono ormai 6-8 cm e sono pronti per la semina autunnale. La relativamente piccola quota di avannotti non seminati sarà accresciuta prima in incubatoio e poi divenuta adulta in pescicoltura.

    L’allevamento delle trote richiede la loro cura, alimentazione giornaliera e la pulizia degli ambienti con un notevole impiego di risorse da parte dell’Associazione però ripagato dagli splendidi pesci che si possono catturare nelle nostre acque. Il nostro incubatoio, allo stato attuale ha una capacità di circa 600.000 uova embrionate più che sufficienti a coprire le esigenze dei tratti a noi in concessione.
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